Autore

Lya De Barberiis

Biografia

Nata a Lecce, Lya De Barberiis (1919 – 2013) ha dedicato tutta la sua vita alla musica. Primo concerto a nove anni; diploma col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Napoli a 15 anni sotto la guida di Alessandro Longo; diplomi di perfezionamento all’Accademia di Santa Cecilia con i maestri Casella e Bonucci col massimo dei voti. Esecutrice di un immenso repertorio (solistico, cameristico e sinfonico), ha suonato in tutto il mondo anche con illustri colleghi e sotto la direzione di grandi direttori d’orchestra fra i quali Casella, Pizzetti, Ziino, Abbado, Mahler, Aronowitsch, Maazel, Bertini, Martinon, Celibidache ecc. Per la sua attività concertistica è stata insignita del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e per la sua dedizione all’insegnamento (titolare di cattedra all’Accademia di Santa Cecilia) le è stata assegnata la Medaglia d’Oro del Ministero della Pubblica Istruzione per i benemeriti della Scuola, della Cultura e ell’Arte. 

Dedicataria di musiche scritte per lei da parte di molti illustri compositori, ha inciso le integrali pianistiche di Alfredo Casella, di Luigi Dallapiccola, di Goffredo Petrassi e le Sonate di Cherubini su fortepiano dell’epoca. Artista insigne e valentissima insegnante si è imposta all’attenzione del mondo musicale per il rigore e la solidità della preparazione nonché per l’efficacia dell’azione didattica. Come concertista ha conseguito fama internazionale dando lustro alla più tradizionale espressione dell’arte musicale italiana conseguendo riconoscimenti unanimi e affermazioni di assoluto rilievo.


“Lya era questa grande persona – scrive Gianni Letta nella prefazione al libro – per questo è stata umilissima e immensa interprete. Non osò mai correggere una nota, introdurre qualsivoglia variante. Per sommo rispetto, anche di se stessa. La musica nella forma di spartiti, di cui amava persino la grafia, era una cosa che le era capitata come un tesoro ricevuto. Lo porgeva al pubblico immedesimandosi profondamente con l’autore, cantando nel suo intimo la melodia, mentre con le dita sui tasti e con il piede sul pedale obbediva al dio dei musicisti, che è Dio e basta”.

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