Be sure you count
di Edward Lynchi

15,00€

BE SURE YOU COUNT

di Edward Lynch

€ 15 – Pagg. 136

Collana: Rosso Sospeso

ISBN  9791281116849

Categoria:

Descrizione

La poesia delle onde
(o l’erotismo di Sisifo?)

Senza cessare
non solo io
ma con brio anche il mare
sfiorando le dita
dei tuoi piedi addormentate
indietreggia.

 

Edward Lynch è nato a Roma nel 1957 da padre americano e madre italiana e ha vissuto a New York, Bruxelles, e Roma dove vive tutt’ora. Dopo il B.A. ottenuto ad Amherst College si è laureato in lingue e letterature straniere con una tesi su John Ashbery all’Università di Roma La Sapienza e poi ha ottenuto il dottorato all’Università di Roma tre con una tesi su Delmore Schwartz. Ha insegnato la lingua inglese come Lettore e Collaboratore ed esperto linguistico a La Sapienza fino alla pensione. Ha tradotto con Marina Morbiducci Tender Buttons di Gertrude Stein (Macerata, liberilibri, 1989) e delle poesie di John Ashbery per le riviste letterarie Nuovi Argomenti e Acoma. Alcune sue poesie sono state pubblicate nell’antologia Mirafiori Blues (a cura di Riccardo Duranti e Annalisa Goldoni, Ricerca Interuniversitaria sulla Didattica della Letteratura, Dipartimento di Anglistica Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, 1988).

***

 “Sono poesie d’amore scritte soprattutto in inglese e tradotte in italiano da me, e alcune scritte in italiano e poi tradotte in inglese, sempre da me”, rivela Edward Lynch introducendo queste poesie “d’amore, d’amore precario”, composte nell’arco di cinquant’anni. Sono poesie giocose, tristi, riflessive, ma precarie perché giocano con il linguaggio, quintessenza stessa della precarietà. L’italoamericano Lynch qui richiama Robert Frost, spirito guida del New England, che definiva la poesia ciò che si perde nella traduzione, sottolineando la fragilità del linguaggio. Perché la traduzione, suggerisce Lynch, offre una falsa fissità. E gli autori che si autotraducono non mancano: Beckett, Blixen, Heaney e Tagore, diversissimi ma uniti dall’idea che l’autotraduzione generi “originali paralleli” e una visione del mondo plurale, dai contorni necessariamente porosi. “Amo scrivere in varie lingue e tradurre le mie stesse poesie. Le mie poesie mettono in relazione la precarietà della vita, della tristezza e della felicità con la natura, che è un po’ meno precaria.” Nulla di precario, però, è il componimento che apre Make sure you count: una poesia del 1938 della madre italiana di Edward, Anna Azzariti, l’unica che abbia mai scritto. Lynch la traduce, e da lì nasce il resto: ricordo, ispirazione, gratitudine. Perché “la prima poesia, come il primo amore, non si scorda mai.