Il fiore nel bicchiere – Virgilio Giotti, quasi una biografia
di Claudio Grisancich

13,00

Il fiore nel bicchiere –

Virgilio Giotti, quasi una biografia

di Claudio Grisancich

€ 13 – Pagg. 92

Collana: Segnavento

ISBN  9791281116689

ISBN  9791281116870

Categoria:

Descrizione

Claudio Grisancich, nasce a Trieste nel 1939. Frequenta da giovanissimo il “salotto” di Anita Pit toni, uno degli ambienti più ricchi di stimoli della cultura triestina, dove conosce Virgilio Giotti e Giani Stuparich.

Ha vinto il Premio Biagio Marin (2011) e il Premio Giovanni Pascoli (2012), nel 2025 il Premio Francesco Macedonio per l’attività teatrale. È l’unico dei poeti in dialetto triestini – con Virgilio Giotti e Carolus Cergoly – a essere presente in La poesia in dialetto (dalle origini al ’900) per la collana editoriale “I Meridiani”. È autore di testi teatrali e sceneggiati radiofonici. Nel 2000 il Comune di Trieste gli ha conferito il Sigillo trecentesco

della città.

* * *

«Per fare poesia, occorre che un uomo sia buono? Forse no, ma la rettitudine ha un suono che impegna. Giotti sa che senza integrità non si può dire davvero ciò che si ha nel cuore. Rifugge il disordine, il superfluo che distoglie dai suoni autentici della vita. E se si impone la vita, si impone anche l’ordine: non quello sterile, ma una castigatezza morale che si riflette nel rispetto dell’altro. Giot ti sceglie la via più ardua: la perfezione, da inventare nel contegno quotidiano, lungo il difficile cammino della semplicità. Non verrà meno al proprio destino, che gli si rivela chiaro sin da subito. Un destino che nella poesia gli indica la patria da abitare per tutta la vita. Una vita priva di ambizioni ottuse, spoglia di averi e quasi senza egoismo, ma ricca di cronaca e giorni viventi. Sceglierà la vita semplice, quella riservata alla maggioranza degli uomini, una vita da “povero alegro”…

che no’ ga gnente:/ le quatro strazze che’l xe coverto,/ le su’

disgrazie che’l porta in giro;/ ma el viso ciaro sempre,/ ma libero

un pocheto/ de posto nel cuor sempre/ par un fià de alegria,/ ma

alegro istesso sempre!

Questa dimessa, estrosa, mortificata allegria sarà il modello di vita da sottendere alla poesia. La povertà come progetto esistenziale di semplificazione, come se il nocciolo duro del significato della vita coincidesse con quello della poesia.

Nel racconto di Claudio Grisancich, il tempo sembra arrestarsi, per restituire al poeta ‘sempre’ vivente le luci e le ombre dell’uomo.»