Descrizione
Ogni mattina, prima dell’alba, il tenente Angelo Mottura si punta la pistola alla tempia. E ogni mattina il dito non si piega. A trattenerlo è una promessa fatta alla donna che amava: trovare chi gliel’ha portata via.
Per questo si è fatto trasferire a Boscofitto, seimilacinquecento anime tra i campi e un bosco così fitto che nessuno osa attraversarlo. Un posto dove non succede mai niente — finché non succede.
Un noir teso e senza respiro, che scava sotto la superficie del delitto per arrivare alla domanda vera: quanto male può contenere un uomo, prima di diventarlo?
Agostino Franchi nasce a Monterotondo, città vicino a Roma.
Fin dall’adolescenza coltiva un forte interesse per la scrittura, dedicandosi a poesie, canzoni e racconti: una passione che lo accompagna nel tempo e che diventa il filo conduttore del suo percorso creativo.
Alla fine degli anni Novanta incontra il teatro, che diventa uno dei suoi principali linguaggi espressivi. Frequenta i laboratori del maestro Franco Piol e inizia a recitare, confrontandosi con diversi generi: dal drammatico alla commedia, dal cabaret al vernacolo romanesco, all’interno di varie compagnie.
In seguito si avvicina anche alla scrittura teatrale e alla regia. Tra i suoi lavori figurano il monologo “Il cuore mangiato”, rappresentato nell’ambito di un evento collegato alla Notte Bianca di Roma e successivamente premiato in un concorso dedicato a corti e monologhi, e “Parte lesa”, spettacolo sul tema della violenza contro le donne e del femminicidio, portato in scena all’Estate Eretina di Monterotondo.
Due suoi racconti, “Il rinoceronte sordo” e “Il caso è chiuso”, sono stati pubblicati in raccolte edite da Chance Edizioni.
Collabora con l’associazione culturale Writer Monkey, per la quale ha curato la regia e interpretato numerose opere teatrali. Con la stessa associazione ha inoltre ideato e portato in scena “Mari di grano”, dedicato al poeta armeno Daniel Varujan e al genocidio del popolo armeno, e “Cessate il fuoco”, liberamente ispirato al libro postumo di Gino Strada Una persona alla volta.
La parte marcia è il suo romanzo d’esordio.
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Sembra un noir di provincia e invece è una discesa. Agostino Franchi prende due uomini che il dolore ha svuotato e ci mostra cosa entra a riempirli, senza concedere l’alibi del mostro nato mostro. All’ultima pagina hai smesso di chiederti chi sia il colpevole: ti stai chiedendo dove finisci tu.


