Descrizione
Il percorso intellettuale e umano di Pasolini è stato segnato fin dall’inizio da una visione antitetica dell’autorità. La contrapposizione al Potere è al centro della sua stessa esistenza, che lo vede fin da piccolo schiacciato dalla presenza castrante del padre. Partendo dall’analisi dell’archetipo del padre nella formazione di Pier Paolo Pasolini, il libro affronta la complessa relazione di Pasolini con il Potere caratterizzata da un aperto conflitto eppure addolcita da un occhio compassionevole e da una profonda sensibilità. Si ripercorrono le varie fasi della vita del Poeta nel tentativo di chiarirne le vicissitudini umane, sociali, politiche e artistiche con una riflessione ad ampio raggio sull’opera e il pensiero dell’Autore attraverso l’analisi delle sue opere, scritti privati, lettere, dichiarazioni, interviste. Un po’ come uno specchio, il presente lavoro cerca di riflettere le scie di luce che Pasolini ci ha lasciato offrendo allo stesso tempo un quadro chiaro della complessa situazione politica e sociale di quegli anni.
Il titolo del volume definisce chiaramente la demolizione dell’autorità elaborata da Pasolini nella sua opera e nella sua vita. L’Antiburattinaio è la voce critica rispetto alle enormi capacità di intervento del Palazzo, l’opposizione dell’intellettuale di fronte al Potere, il Potere visto non tanto come sopraffazione, quanto come vera e propria manipolazione che vediamo oggi palesarsi in maniera sempre più evidente, più di quanto la visione lucida di Pasolini aveva profetizzato.
Maria Laura Gargiulo
È sorprendente la disinvoltura con cui Maria Laura Gargiulo si muove in una davvero sterminata bibliografia, di cui naturalmente dà conto a fine volume. La precisione dei riferimenti, delle note – molte delle quali assai preziose – fanno di L’Antiburattinaio un esempio di critica letteraria trasparente e rigorosa. Tanto più utile – e non solo per lo spazio dedicato alla zona corsara, eretica – a ipotizzare una storia della critica di Pasolini proiettata al futuro.
(Paolo Di Paolo, Leggere tutti, Maggio 2009)
***
Maria Laura Gargiulo è nata a Roma, dove si è laureata in Lettere alla Sapienza e si è poi specializzata in editoria, comunicazione, competenze letterarie e linguistiche presso l’Università Roma Tre e quindi con Vincenzo Cerami presso l’Università Gregoriana. Ha pubblicato Cesare Zavattini e il cinema. Antologia di ritratti e conversazioni (Roma, 2010) e Un anarchico in corsia d’emergenza (Torino, 2015), scritto con Ascanio Celestini. È autrice di saggi su poeti e narratori del Novecento pubblicati in riviste letterarie, tra cui Moravia: il testimone e l’agente, la catarsi della narrazione (Nuovi Argomenti, 2007). Nella primavera 2012 ha curato e condotto per Radio Popolare Roma la trasmissione radiofonica Rumori. Oltre il silenzio delle pagine.
***
Pier Paolo Pasolini è noto anche per l’iconoclastia con cui ha segnato un’irripetibile era intellettuale, sociale, politica, senza però confinarsi in una provocazione fine a se stessa meramente distruttiva, offrendo al contrario una visione lucida, profetica e propositiva della realtà. Consapevole della sua posizione di spettatore privilegiato rispetto al proletario vilipeso, rinuncia nei recessi più intimi del cuore alle proprie radici. La contraddizione nutre la crisi di coscienza che, come egli stesso dichiarò: «[…] non è di un giorno e di un momento, di una stagione, ma che mi accompagna da tutta la vita». Maria Laura Gargiulo riflette sull’intera opera di Pasolini senza escludere dichiarazioni e interviste, evidenziandone la tensione poetica e il percorso intellettuale. Emerge un Pasolini paradossalmente coerente nella sua alternanza di ossimori e provocazioni, fedele alla sua incorruttibile onestà che lo ha spesso esiliato in una solitudine dolorosamente graffiante, non scevra di rabbia, ma che egli ha saputo, non senza sforzo, purificare grazie al potente filtro della scrittura. Pasolini ha creduto visceralmente all’imprescindibile funzione della poesia come faro della società. La società italiana, europea e ormai globale, ha dimostrato, nei primi decenni del terzo millennio, un bisogno urgente di quel faro che ne interpreti i codici e le indichi sentieri scomodi, avventurosi, ma irrinunciabili.




